lunedì 1 dicembre 2014

Buon cammino di Avvento...


Celebrare l'Avvento, significa saper attendere,
e l'attendere è un'arte che,
il nostro tempo impaziente, ha dimenticato.
Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato;
così, gli occhi avidi, sono ingannati in continuazione,
perché il frutto, all'apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro,
e, mani impietose, gettano via, ciò che le ha deluse.
Chi non conosce l'aspra beatitudine dell'attesa,
che è mancanza di ciò che si spera,
non sperimenterà mai, nella sua interezza,
la benedizione dell'adempimento.
 
(Dietrich Bonhoeffer)
 
 
 
 
Buon Avvento a tutti 
 
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lunedì 24 novembre 2014

il giorno di dolore che uno ha...(Ligabue)




 

Quando tutte le parole sai che non ti servon più
 quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino,
o chissà che che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un po' di vento che ci si rialza un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "grazie no"
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

Quando indietro non si torna
quando l'hai capito che che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vorrà dire vivere
te l'han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un po' di sole dove ci contavi un po'
e la vita è un po' più forte del tuo dirle "ancora no"
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l'odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai "che or'è?"
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede,
lì il tuo tempo crescerà

Sopra il giorno di dolore che uno ha.

(Ligabue)
 

 
 
 

sabato 18 ottobre 2014

imparare a bastarsi...



"Bisogna imparare a stare soli,
solo così si può imparare a stare con gli altri,
altrimenti ci stai perché ne hai bisogno.
Bisogna fare a scuola un'ora di insegnamento alla solitudine,
imparare a bastarsi.

(Vasco Rossi)

 
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mercoledì 8 ottobre 2014

stanca...


sono stanca davvero di leggere...
frasi, aforismi, proverbi, massime,
ricette, consigli, parole contro tutto e tutti
rabbia, tanta rabbia...
fa male...innesca emozioni e sentimenti...
non si può far finta di niente
ma nemmeno lasciarci travolgere dalla rabbia...
indotta, pilotata, costruita...
sono stanca di leggere del degrado dell'essere umano
dei suoi valori...
di leggere solitudine in ogni angolo
un'era di globalizzazione intrisa di solitudini
è l'uomo che non sa più fermarsi a guardare...
osservare...
che non sa rinunciare...
che relativizza tutto, anche i sentimenti, il bene e il male...
che non sa più essere semplice...



martedì 23 settembre 2014

autunno...


 
Rosso, porpora, giallo, mischiati al verde e marrone,
anelo ai caldi colori dell’autunno,
come una coperta a scaldare i miei sogni,
le mie speranze per custodirli per tutto l’inverno.
La primavera ne farà buon uso,
perchè sboccino d’estate.
Ah l’autunno, sapori che non so scordare,
dolci e caldi preludi del prossimo inverno.
 
(Stephen Littleword)
 
 
 


Buon autunno a tutti
 
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giovedì 11 settembre 2014

11 settembre...per ricordare...


Quando arriva questo giorno,
il ricordo di quelle immagini assurde si riaffaccia...
e un brivido come in quel pomeriggio...
increduli, davanti alla tv...
a chiederci...ma è un film? sta succedendo?
ma cos'è? è vero? dove?
e le domande successive...chi può pensare una cosa così?
chi può organizzare, attuare, instillare nelle menti un gesto così?
e le sensazioni che rimangono impresse...
paura, sconcerto, insicurezza...
e così tutti diventano nemici di tutti...
immaginare che la mente umana possa arrivare a tanto
ci lascia sbigottiti e inorriditi...
sembravano lontani i tempi delle dittature, degli stermini,
invece è sempre tutto vicino a noi, intorno a noi, dentro di noi...
e dilagante...
ricordare, solo questo può aiutarci a non sbagliare di nuovo...
ricordare sempre quanto male può fare l'uomo a se stesso...


 
 

mercoledì 10 settembre 2014

siamo padroni...

 
"Siamo padroni delle nostre azioni, ma non dei nostri sentimenti.
Abbiamo colpa per quello che facciamo,
ma non abbiamo colpa per quello che sentiamo.
Possiamo promettere azioni,
ma non possiamo promettere sentimenti …
Le azioni sono uccelli in gabbia,
i sentimenti sono uccelli in volo".
 
(Mario Quintana)
 
 
 
 

domenica 7 settembre 2014

ho guardato...


"Ho guardato la vita in faccia
e lei mi ha ricambiato lo sguardo.
Ho qualche cicatrice di allora.
Talora le osservo e mi parlano,
mi dicono che ero lì,
che ho lasciato l’anima nella lotta.
Che se continuo a calpestare i marciapiedi
non è per puro caso."
 
(Karmelo C. Iribarren)
 
 
 
 

sabato 6 settembre 2014

un pò di autostima...



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ogni tanto ci vuole per se stessi
pensare di non essere sempre sbagliati
inadeguati
a questo mondo,
o di dover proprio piacere a tutti,
magari non proprio al livello di Lucy
ma un pochina...aiuta!
 
Buon fine settimana a tutti
 
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lunedì 1 settembre 2014

settembre...


Amo settembre,
il sole è ancora caldo,
si respira ancora aria di gioia e vacanza
e qualcosa mi sussurra di sognare e reinventarmi,
quasi fosse un nuovo inizio.
 
(Stephen Littleword)
 
Buon settembre a tutti
 
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martedì 12 agosto 2014

l'attimo fuggente...


Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi,
è da sempre così e così sarà per sempre.

Professor John Keating (Robin Williams)
dal film "L'attimo fuggente"
 
 
 
 
continua a sognare
libero
 
 
 

sabato 9 agosto 2014

tempo di vacanze...



 
Sono arrivate le attese vacanze, e sembra arrivata anche l'estate!
E' sempre bello tornare a casa...auguro a tutti di trascorrere dei giorni lieti,
a presto...
 
 
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martedì 29 luglio 2014

Sogno...vita...




 E' il video nel quale più di ogni altro mi sono ritrovata
me ne sono accorta dopo averlo fatto
dopo aver scelto le immagini, i colori
le sequenze
è come aver scritto
la mia vita, i miei sogni, le mie speranze
senza le parole

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sabato 14 giugno 2014

hai mai pensato...


“Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più?
Scappare e far perdere ogni tua traccia,
per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere,
vivere una vita nuova, solo tua, vivere davvero.
Ci hai mai pensato?
 
( L. Pirandello)
 
 


giovedì 5 giugno 2014

io sono qui...






dove sono stato
in tutti questi anni
io me ne ero andato
a lavarmi i panni
dagli inganni del successo
a riscoprirmi uomo
io sempre lo stesso
più grigio ma non domo
siamo tutti dentro la storia
tardi o presto
e io sono qui
tutti in libertà provvisoria
in arresto o a nasconderci
e dove eravamo rimasti
chissà dove
ma io sono qui
forse prigionieri o fuggiaschi
forse altrove a difenderci
la realtà mi ha fatto atterrare
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe
ma sono vivo
e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti
mi hai perquisito gli occhi
e sai sono pulito
non posso ucciderti mai più
e si torna a scendere in pista
un altro viaggio
e io sono qui
non perdiamoci più di vista
nel coraggio
di riprenderci
dentro l'abito della festa quello scuro
ora sono qui
l'unica paura che resta del futuro
è di non esserci
tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare
finché ho te da respirare
finché ho un cielo da spiare
per sapere che
io sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
ci sono io e sono qui
perché ora so pretenderti
far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta
sarò ad attenderti così
e scriverò il mio nome
sui fogli della gente
fino a sapere come
mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiù sto
a chiedere perdono
se sono un uomo giusto
ma sono giusto un uomo
sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
e devi arrenderti
se sono io e sono qui
e resto qui a viverti per vivere
da qualche parte
a mettere le porte al vento
per questo sono qui

(Claudio Baglioni)
 
 
 

domenica 18 maggio 2014

Essere consapevoli...


Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé,
senza sentirsi sbagliati,
è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi.
 
(Arthur Schopenhauer)
 
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domenica 4 maggio 2014

ciò che rimane di noi... (Ligabue)





Cosa c'è
e cosa no
che ci portiamo via
chissà se ciò che senti
lo sentirai per sempre
cosa va
e cosa no
in questa fantasia
e come non é andata
e cosa non è stato

È un natale molto duro
sembra vuoto dentro
su ogni tuo regalo
non c'è scritto niente
quando sai com'è l'abisso
non sei più lo stesso
ti tieni un po' più stretto
a chi ti tiene stretto

Però alla fine di questo dolore
sarà fin troppo alla luce del sole
ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore
dovremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi

Cosa c'è
e cosa no
che ci fa compagnia
e si è piazzato dentro
e non l'abbiamo scelto
cosa va
e cosa no
in questa lotteria
a volte paghi molto
rispetto alle tue colpe

È un natale molto duro
a luci quasi spente
su ogni mio regalo
non c'è scritto niente
quando sai com'è l'abisso
non sei più lo stesso
sai solo andare avanti
per come sei adesso

Però alla fine di questo dolore
Sarà per sempre alla luce del sole
ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi
però alla fine di questo dolore
potremo sempre comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi

È un natale molto duro
quando non lo senti
e sulle luminarie
non c'è scritto niente
dopo il giro nell'abisso
Non sei più lo stesso
puoi solo andare avanti
con tutto quanto addosso

però alla fine di questo dolore
potremmo comunque contare
su ciò che rimane di noi
cosa rimane di noi.
 
(Ligabue)


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lunedì 21 aprile 2014

Pasqua...


Le tenebre non possono essere fugate che dalla luce.
L’odio non è vinto che dall’amore.
 
(Papa Giovanni Paolo II)
 
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venerdì 4 aprile 2014

Voglio la mamma (Mario Adinolfi)


Periodo silenzioso e dedicato alla lettura, all'osservare...
la curiosità e il navigare su fb, dove il libro è stato pubblicizzato
e data la possibilità di leggerne parti molto lunghe e dettagliate,
mi hanno spinto ad acquistarlo e leggerlo...
argomenti che toccano tutti in fondo, argomenti che toccano l'uomo nel profondo, nel cuore,
nel suo sentire e sentirsi...
forse la politica inizia a prendere campo un pò troppo anche in argomenti
che non si possono politicizzare ma solo affrontare a livello umano, nel semplice pensiero umano
non intriso di ideologia, ma solo di buon senso...
caratteristica che mi sembra sia in fase di estinzione...come certe specie di animali...
e l'uomo alla ricerca di un senso logico e razionale lo ha distrutto...
lo ha sottomesso alle leggi e alle ideologie, di destra o di sinistra,
ha voluto trovare scappatoie, deroghe, uscite secondarie da quel buon senso
e da quella "normalità" che fa paura...chissà perchè...
in questo periodo del "politicamente corretto" (così si dice?)
non possiamo più usare la parola normalità...la parola bene e male...
giusto e sbagliato...
tutto è corretto tranne la normalità...quella strana normalità che ci dava sicurezze...
sì, sicurezze...sapevamo che eravamo uomini e donne, mamme e papà, figli e genitori...
ora siamo senza genere, senza nomi, senza specificazioni, senza distinzioni!!!!!!!
Ah...genitore 1 e genitore 2...prego spiegarmi, io come donna e mamma, sono il numero 1 o il numero 2? tanto per non incorrere nella discriminazione sessuale, uomo-donna, perchè altrimenti si può imbastire anche questa battaglia sociale contro un sistema e una normalità aberrante e opprimente che ci relega a ruoli prefissati e indissolubili!
Siamo individui...cosa significa? che siamo soli, con noi stessi...una conquista...per chi?
A chi fa bene tutto questo? Questa lotta sottile, psicologica?
Un uomo e una donna si sposavano, mettevano su famiglia, e la difendevano da tutto e da tutti,
avevano figli che temevano lo sguardo severo del papà e si rifugiavano nell'abbraccio sereno
e rassicurante della mamma...due volti dello stesso amore, due volti diversi dello stesso amore...quell'amore che si completa in quella diversità...che si unisce e diventa uno...l'amore che dà la vita...cosa c'è di sbagliato, bigotto, intransigente, opprimente e devastante in tutto questo?
E' naturale, normale, non opinabile, non discutibile...è così...da sempre...
e su questo si fonda il matrimonio della vita...punto...è quasi un diritto naturale,
non ce lo possiamo inventare, possiamo solo prenderne atto...
tutto quello che è diverso da questo va accettato, riconosciuto, non discriminato
ma non può essere detto che è "normale" anche così...non lo è...
Quella "normalità" che non ci permetteva di uccidere nemmeno un moscerino...
e ora troviamo alibi e giustificazioni per ogni gesto, anche i più umanamente inaccettabili...
normalità e etica morale i nemici da abbattere...
Chi vuole veramente questa guerra alla "normalità"?
Cosa si vuole uccidere dell'uomo? il pensiero, il sentire, il cuore, quel senso di religioso e misterioso che avvolge la vita? quel senso che riempie d'amore, di rispetto, rettitudine, sincerità e gioia la vita?

Il libro è stata una lettura interessante, la cosa che più mi ha lasciato serenità è
constatare che se l'uomo si lascia guidare dal suo pensiero, semplice, chiaro, umano,
se si lascia trascinare dall'amore per la vita,
se lascia parlare quella voce misteriosa e divina che c'è in ognuno di noi
non c'è bisogno di leggi e battaglie
per affermare un semplice diritto...vivere...così come siamo...
accettandoci, per ciò che siamo, con i nostri limiti e le nostre immense possibilità...
quei limiti e possibilità che ci ha donato Dio...

 




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domenica 16 febbraio 2014

tu sei stanca...


"Tu sei stanca,
(Credo) Dell’eterno puzzle di vivere e agire;
(...) Hai giocato,
(Credo) E hai rotto i tuoi giocattoli più cari,
E ora sei un po’ stanca;
Stanca di cose che si rompono
Solo stanca..."

(E. E. Cummings)

 
 

mercoledì 5 febbraio 2014

l'amore non muore...


L’amore non muore mai di morte naturale.
Muore per la nostra cecità, i nostri errori,
i nostri tradimenti.
Muore per le sue malattie e le sue ferite.
Muore di stanchezza,deperisce,si offusca.
 
(Anais Nin)
 

domenica 12 gennaio 2014

cuore di aliante...





io l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
suono di tam tam e io ci ballo su
da tutta una vita fulminea
come un viaggio in tram che ti siedi giù
e è il capolinea
io l'onda che si alzò
su dal mare scuro dell'umanità
l'urlo che si udì quando rimbalzò
forte sul tamburo della libertà
sogno di colei che è la mia follia
e mai questa ferita rimargina
e che dai libri miei ha strappato via
l'ultima pagina
sono acqua di foce ed è una croce
non sapere mai se la mia voce
è fiume o oceano e non c'è no fiume
che due volte sia capace
di bagnarmi e darmi pace
perché il tempo se ne va e tutto tace
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso velo del mio cielo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io l'indio che partì
nel cammino duro di cercare sé
l'arco che lanciò una freccia qui
dentro un cuore puro luogo che non c'è
sonno di amnesie che non dormo più
ma non ho finito di esistere
con queste energie cresco la virtù
di resistere
sono acqua di fonte che al suo monte
non può ritornare e il mio orizzonte
è solo vivere e vivere da solo
come un sasso di un torrente
che non ferma la corrente
perché il tempo se ne va e lascia niente
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso raggio del mio viaggio a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
a combattere il tempo come si fa
si può battere solo
a tempo di musica
non ti abbattere al tempo che se ne va
lo puoi battere ancora
a tempo di musica sul tempo che va
a tempo di musica nel tempo che va
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso fondo del mio mondo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io a combattere il tempo
l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
a tempo di musica
 
(Claudio Baglioni)
 
 
 

domenica 5 gennaio 2014

Buona Epifania...


I magi che arrivano dall’Oriente con i loro doni
hanno davvero segnato la fantasia degli uomini nella storia:
forse per quel non so che di esotico che portano con sé,
tutti siamo rimasti affascinati da queste strane figure del Natale
e nel cuore portiamo l’immagine infantile delle statuine da aggiungere il giorno dell’Epifania,
come ultimo tocco al presepe.
Attenti, però, a non ridurre l’Epifania ad una favoletta edificante.
Prendiamo con grande serietà il racconto di Matteo, che è anzitutto sintesi teologica,

messaggio di fede, senza però dimenticare i parecchi appigli storici che vi si riscontrano.
Mosaico biblico
A chi conosce bene la Bibbia (ah, se fossimo tra questi!) salta subito agli occhi

il mosaico di allusioni e di riferimenti che compongono questo testo.
L’intento di Matteo è chiaro.
Lui, ebreo, scrive il suo Vangelo per una comunità di ebrei-cristiani

e desidera spalancare loro lo sguardo:
il Messia è venuto ed è veramente l’atteso delle genti, non soltanto il pastore di Israele.
Come ogni piccola comunità che deve sopravvivere in mezzo a culture aggressive,

lungo la propria storia Israele si era rinchiusa come minoranza blindata allergica allo straniero, perdendo lo smalto primigenio e dimenticando di essere il popolo
che doveva portare a tutti i popoli il volto del Dio misterioso
che si era raccontato ad Abramo e ai padri.
E, stupore! Tra i primi ad accogliere il Messia sono sì gli israeliti, ma i dimenticati, i poveri:

Maria, Giuseppe, i pastori.
Dio non viene accolto dal potente partito dei sadducei,
non dal Sommo Sacerdote o dai farisei, i devoti tra i devoti.
E, stupore! gli stranieri, i reietti, i “non-popolo”, i “cani” riconoscono il volto di Dio.

Dio vuole svelarsi a tutti, vuole raggiungere ogni uomo, ogni nazione.
L’intento di Matteo, dicevamo, è lineare:
Gesù è venuto per essere riconosciuto da ogni popolo,
qui raffigurato dai misteriosi magi d’Oriente.
Ma c’è di più: il grande Levi pubblicano, diventato scriba del regno,

riesce a tirar fuori dalla sua penna alcune sottolineature per me scrivo
e per te che leggi con passione.
Maghi e maghetti
I magi erano degli astrologi orientali, probabilmente ricchi,

in modo tale da potersi permettere di seguire il proprio hobby,
e proprio un evento cosmico (la nascita di una stella? una congiunzione astrale?)
li aveva fatti partire.
La teoria era semplice: ad un evento siderale doveva corrispondere un evento terreno.

Così il loro viaggio li porta naturalmente a cercare un re nella vicina terra di Palestina.
E qui incontrano il re-fantoccio Erode, tanto crudele e cinico da poter vivere suddito di Roma

e costruire comunque un piccolo impero.
Erode si sbalordisce: che ne sa lui delle vecchie teorie dei creduloni? Il messia? Il nuovo Davide?
Ma era lui adesso il re!
Erode diventa improvvisamente devoto e cerca una risposta

in chi la Scrittura la conosce bene.
Gli scribi danno la risposta esatta: il Messia doveva discendere dalla casa di Davide

e quindi nascere nella città del pane, Betlemme, pochi chilometri a sud di Gerusalemme.
Quale pensiero avrà attraversato la mente dei magi? Un re, quindi, non c’era?

E cos’era questa storia del mandato da Dio?
La stella riappare e gioiscono!
Arrivano a Betlemme e si prostrano davanti alla madre e al bambino, offrendo i loro doni perlomeno curiosi.
Di più
Matteo ci sta dicendo: “Se vuoi davvero scoprire la presenza devi metterti in viaggio,

anche se non è la fede che ti motiva”.
I magi sono non-credenti, cercano la verità, una risposta alle loro teorie,

seguono una stella che li porti a confermare la loro ricerca.
Sono onesti, si mettono in gioco, si lasciano interpellare anche da idee diverse

(le Scritture per loro erano… arabo!) e alla fine trovano Dio.
Sono l’immagine – questi strani orientali – di tutti quegli uomini e quelle donne
che vogliono scoprire il senso della loro vita,
dei tanti che nella storia hanno cercato nell’arte, nel pensiero, nella civiltà,
le tracce della verità.
E che alla fine trovano Dio.
È splendido ciò che Matteo afferma:

una ricerca onesta e dinamica della verità ci porta fin davanti alla grotta
dove Dio svela il suo tenero volto di bambino.
Non troveranno mai il Messia Erode e i sacerdoti e gli scribi.

Erode considera Dio un avversario, un concorrente: se Dio c’è gli ruba il posto.
Quanti ne conosco di Erodi! Quelli che pensano che Dio sia la negazione dell’uomo

e il cristianesimo la morte della felicità umana
(noi cristiani qualche responsabilità ce l’abbiamo, ma questo è un altro penoso discorso!).
E gli scribi? Turisti del sacro, dotti conoscitori della Scrittura,

vanno a Messa tutte le domeniche (anzi più volte a settimana),
fanno la preghiera quotidiana e seguono un corso biblico.
Sanno, conoscono tutto di Dio.
Da Gerusalemme a Betlemme ci sono pochi chilometri.
E boia se escono dal loro palazzo!

Conoscono Dio sulla carta, nella loro mente illuminata, ma non nel loro cuore.
Eccoli
Eccoli davanti alla grotta i cercatori di Dio, che offrono… che cosa?
Offrono all’infante dei regali improbabili (ci sarà dietro la forzatura teologica di Matteo?),

pieni di verità e di stupore: offrono l’oro per chi riconosce nel bambino il re;
l’incenso per chi riconosce nel bambino la presenza di Dio; e… la mirra?
Che regalo di pessimo gusto! L’unguento usato per imbalsamare i cadaveri!
Questo bambino già vive la contraddizione della morte, del rifiuto, del dono totale di sé.
E noi? Voglia di essere un po’ Magi?


(Paolo Curtaz)


 
 
Buona Epifania
 
 
 

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